- IL FALSO MESSIA E LA REDENZIONE GNOSTICA -

- SATANA: IL GRANDE INIZIATORE -

- L'IMMAGINE DELLA SINDONE -

"NON TI FARAI IDOLO NE IMMAGINE

alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra,

né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai"

 - Esodo 20,4 -

Milioni di persone, in tutto il mondo, associano il Salvatore a precise Immagini, Icone.

Associare il Signore Dio Onnipotente a ridicole Immagini, Icone, Statue è da persone stolte, prive di intendimento.

Associare la fede in Dio a Immagini, Icone, Statue è cosa estremamente grave, pericolosa, fatale.

Gli idoli nella Bibbia sono definiti "cose contaminate", "abominevoli",

"spaventa-passeri", "menzogne", "lavoro d'inganno", "ripugnanti", "simili a cadaveri".

Sotto:

Immagine composita: pagan god Serapis - Shroud of Turin image

 L'idolatria viene definita "prostituzione".

Sotto: dal sito del Guru rosa+croce Giorgio Bongiovanni:

"Accertatevi di ogni cosa, e attenetevi a ciò che è eccellente"

- 1Ts 5,21 -

 - L'IMMAGINE DELL'UOMO NUDO -

Il termine "Sindone" deriva dal greco ( sindon ), che indicava un ampio tessuto, come un lenzuolo.

Anticamente "sindone" non aveva un'accezione legata al culto dei morti o alla sepoltura.

L'Immagine contenuta nella Sindone é probabilmente quella più conosciuta al mondo.

La Sindone mostra un uomo completamente nudo.

La pratica di RESTARE COMPLETAMENTE NUDI esisteva presso molti culti primitivi.

Nel mondo pagano greco-romano, si tollerava il nudo occasionale dei bagni pubblici e

delle competizioni agonistiche nello stadio. Gli atleti greci gareggiavano completamente nudi.

I greci ed i romani amavano il nudo artistico delle statue, con cui adornavano case e giardini.

Nelle Religioni Misteriche l'Uomo Nudo è associato alla Sodomia Rituale.

Questa pratica, legata all'"apertura del terzo Occhio" era diffusa tra i Cavalieri Templari.

Le varie religioni primitive amavano il nudo, praticavano riti sessuali e prostituzione sacra.

Nella setta Gnostica degli Adamiti si pratica la Sodomia, il sesso di gruppo e si insegna che la nudità è cosa buona.

 Il naturismo (stare nudi a contatto con la natura) e il nudismo sono fenomeni estremamente

diffusi nella New Age e nei Culti Ufologici.

Il Signore Dio vuole che l'uomo non stia nudo.

Dopo la caduta, Adamo ed Eva si vergognavano della loro nudità e il Signore stesso fece loro delle vesti:

"Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì"

- Genesi 3: 21 -

 La caduta di Adamo ed Eva, rende la nudità veicolo di lussuria, imoralità e perversione. Come risultato,

non possiamo più guardare una persona di sesso opposto in maniera pura.

La nudità era ovviamente vietatissima nel culto:

"Non salirai sul mio altare per mezzo di gradini, perché là non si scopra la tua nudità"

- Esodo 20: 26 -

Nella Bibbia vediamo che molti uomini posseduti si spogliano completamente.

Lo spogliarsi completamente era tipoco delle Estasi Paniche ove l'Iniziato si liberava di ogni cosa

 per abbandonarsi alle orge o al Sacrificio Rituale.

Molte persone oggi amano fotografarsi nude, nei cosiddetti "selfie".

La delirante "logica" del cattolicesimo-romano vorrebbe far credere che il Signore Dio, il re dei re, ha lasciato

agli uomini un  Suo "selfie", nudo come un verme.

Solo persone prive di senno possono pensare una cosa del genere.

 

- IMMAGINE -

Sotto: Giovanni Paolo II davanti all'IMMAGINE:

Quella della Sindone è certamente l' Immagine più famosa e conosciuta al mondo.

Questo Feticcio, conosciuto in tutto il mondo, è considerato come

"il telo che avvolse il corpo di Cristo nel momento della Sua Resurrezione".

Sotto: la SINDONE nel gioco di carte ILLUMINATI:

Questo telo è stato mostrato in moltissimi film di Hollywood come quello di Mel Gibson,

realizzato sotto la stretta supervisione dei Gesuiti:

"THE PASSION":

Ecco alcuni frame della scena:

Attenzione: per conoscere il Vangelo non si deve andare al cinema ma bisogna leggere una bibbia.

Milioni di persone hanno per questo Feticcio una profondissima venerazione.

L'Immagine è ritenuta "sacra" e viene portata nei portafogli, nelle case, nei luoghi di culto.

Questa Immagine riceve un vero e proprio culto, da secoli.

L'Immagine della Sindone ha ricevuto nei secoli una pubblicità semplicemente immensa, titanica, in tutto il mondo.

- MARZO 2018 -

 

"Non aveva figura né bellezza da attirare i nostri sguardi,

né apparenza da farcelo desiderare.

 Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza,

simile a uno davanti al quale ci si

nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 

 Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito,

percosso da DIO ed umiliato. 5 Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni,

 schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di Lui"

 - Isaia 53,2 -

Ai fedeli del cattolicesimo-romano viene esplicitamente insegnato a venerare questa Immagine.

Sotto: dal SITO DEL VATICANO:

Sotto:

L'Immagine della Sindone è certamente conosciuta e venerata tra i '"fedeli" del "Papa" e della

cosiddetta "chiesa cattolica romana" ma, è molto pubblicizzata anche

nel mondo dello Gosticismo e della New Age. Questa Immagine sembra mettere tutti d'accordo.

Non esiste guru, mistico, "profeta", "contattsta" che non abbia ampiamente celebrato questa

 EIKONA.

Milioni di persone nel mondo sono dunque unite da questa precisa

 IMMAGINE.

- IL BAPHOMET DEI TEMPLARI -

- LA SINDONE E I CAVALIERI TEMPLARI -

Sotto: Knight Templar- Rivista massonica - Febbraio 2011:

"Il rituale del 32° grado della Massoneria R.S.A.A, detto

“Il Principe del Reale Segreto”, svela al Massone il segreto della “CORONA”, e cioé

LUCIFERO IN PERSONA 

E PER FARE QUESTO UTILIZZA LA CROCE TEMPLARE ROSSA"

La storia della Sindone è strettamente e indissolubilmente legata ai Cavalieri Templari o Giovanniti.

I Templari anche quelli di grado più basso, da salottino, abituati alle carnevalate e alle sfilate in costume,

sono ossessionati da questo lenzuolo e da questa Immagine.


Le relazioni tra gli Ordini Massonici Templari e l'Immagine della sindone sono evidenti, fortissimi ed innegabili.

 La Sindone conduce al Rex Devs dei Templari, dell'Ordo Templi Orientis.

Questo Rex non è affatto il Re dei re ma un Tiranno, un re iniquo.

Questo Rex non è affatto un agnello.

E' il Caprone Templare.

Il Dr. Laidler affermò che la Sindone:

"E' UNA FABBRICAZIONE DEL 14° SECOLO CHE PRESENTA UNA REALE IMMAGINE.

L'ORDINE DEI TEMPLARI DECISE DI CREARE CIO' CHE E'

OGGI CONOSCIUTA COME LA SINDONE.

QUESTO ORDINE ERA FORMATO DA SCIENZIATI E ALCHIMISTI CHE,

USANDO LE CONOSCENZE TRATTA DALLA SCIENZA ARABA,

RIUSCIRONO AD IDEARE UN PROCESSO IN GRADO DI PRODURRE CIO' DI CUI

AVEVANO BISOGNO PER IMMORTALARE LA LORO SACRA RELIQUIA"

La Sindone comparve (o ri-comparve, secondo alcuni)

in una piccola chiesa collegiata a Lirey, nella Champagne, in Francia, verso il 1355.

Il suo proprietario era uno dei cavalieri medievali più noti in quel periodo:

Geoffray De Charny.

Goffredo Di Charny era il nipote dell'omonimo Goffredo di Charny, compagno d'arme del

Gran Maestro Templare Jacques De Molay.

Sotto: il CAVALIERE TEMPLARE Jacque de Molay:

Entrambi arsi sul rogo nel 1314.

Goffredo non dichiarò mai come venne in possesso della reliquia.

Nello svelare l'esistenza di questo telo funebre Charny

fece coniare una targhetta commemorativa, in piombo e stagno a sbalzo, di (cm. 4,5×6,2)

che riproduceva per la prima volta esattamente la Sindone di Torino con gli stemmi nobiliari di

Geoffroy De Charny e dei Vergy, il casato di sua moglie.

Su questa targhetta è rappresentato, per effetto di un finissimo intervento a sbalzo, una

CROCE TEMPLARE.


 - OSIRIDE -

"IL SIGNIFICATO MASSONICO DELLA X E' SEMPLICEMENTE QUESTO:

E' IL SEGNO DI OSIRIDE, IL DIO SOLE EGIZIANO"

- Texe Marrs - Dark Majesty -

"La X è un antico simbolo di cambiamento o trasformazione.

E' stato associato anche con la venuta del NUOVO MESSIA, che renderà nuove le cose"

- Jim Tresner, 33° -Jim Tresner, 33 ° - Scottish Rite Journal Scottish Rite Journal -

"La gioielleria del Rito di York è il

 SIMBOLO DEI TEMPLARI.

 Si tratta di una una grande CROCE DI MALTA con un cerchio nel centro.

In quest'ultimo c'è

UNA CROCE LATINA ROSSA ALL'INTERNO DI UNA CORONA.

 Attorno alle braccia della croce c'è il motto del Comandante dei Cavalieri Templari,

 "IN HOC SIGNO VINCES"

 Nella magia moderna, esso è

IL SEGNO DI OSIRIDE, IL DIO EGIZIO UCCISO E RISORTO

 (un'altra versione di Hiram Abif, ucciso e risorto)"

- Cfr. W. Schnoebelen, Masonry: Beyond the Light («Al di là della luce»),

- Chick Publications, Chino 1991, pagg. 119-120. -

- L'OCCHIO - OSIRIDE -

Sotto: LOGO ufficiale dell'OSTENSIONE della SINDONE 2015:

L'Immagine Sindonica mostra un particolare davvero singolare,

L'OCCHIO DESTRO E' VISIBILMENTE TUMEFATTO.


 

 Sotto: geroglifico di OSIRIDE:

"GLI EGIZIANI RAPPRESENTAVANO OSIRIDE, LA LORO DIVINTA' PRINCIPALE,

CON IL SIMBOLO DI UN OCCHIO APERTO,

HANNO POSTO QUESTO GEROGLIFICO IN TUTTI I LORO TEMPLI"

 - (Mackey's Revised Encyclopedia of Freemasonry , Volume 1, Albert G. Mackey -

- New York: Macoy Publishing and Masonic Supply Co., Inc., 1966. pp. 52-53) -

Sotto: Heliofant.

"Quando la terza spina trafisse il MIO OCCHIO DESTRO,

non potei vedere attraverso di esso.

Solo con l'altro MIO OCCHIO potei vedere il dolore terribile vissuto da mia madre..."

- dai "messaggi" di "Maria della divina misericordia" -

"GUAI AL PASTORE STOLTO CHE ABBANDONA IL GREGGE!

UNA ASPADA STA SOPRA IL SUO BRACCIO E SUL SUO

OCCHIO DESTRO.

TUTTO IL SUO BRACCIO SI INARIDISCA E TUTTO IL SUO

OCCHIO DESTRO RESTI ACCECATO"

- Zaccaria 17 -

(vedi capitolo)

- LA TRECCIA -

"IL GEROGLIFICO DI OSIRIDE INDICA CHIARAMENTE

UN UOMO LUNGICHIOMATO E BARBUTO"

- Mike Plato -

"Gesù il Nazireo, essendo consacrato a Dio sin dal seno materno DOVEVA NECESSARIAMENTE

PORTARE LUNGHI CAPELLI ROSSI E BARBA

- Mike Plato -

Sotto: video esoterico Heliofant:

http://www.heliofant.com/




 

"Non è forse la natura stessa a insegnarci che è

INDECOROSO PER L'UOMO LASCIARSI CRESCERE I CAPELLI

mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?"

- (1 Cor 11,14) -

- OSIRIDE-SERAPIS - LA SINDONE DI TORINO -

“Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d'Italia, ma del mondo”

- 1939 - De Chirico -

Secondo alcune teorie, a dare inizio alla storia di Torino non sarebbero stati i Romani, ma addirittura Fetonte,

figlio della dea Iside, che avrebbe eretto il suo tempio per il

dio Api, il dio-Toro.

Certo è significativo il nome stesso:

TORINO

 Il dio-Toro era Serapis, dèmone-serpente.

Serapide era adorato nella Trinità misterica

 I. H. S.

ISIDE - HORUS - SERAPIDE


Era il Cornuto Baal, il "grande padre" che "dimora nel sole".

Sarebbe questo suo inedito carattere "egiziano", che ha fatto

sì che in città si radunassero così tanti reperti dell'antico Egitto da dar vita al secondo Museo Egizio al mondo.

Torino è allineata sul 45° parallelo, segnato dalla fontana con obelisco, la Fontana del Frejus,

che domina Piazza Statuto.

È bene specificare "la Sindone di Torino", perché di Sindoni ne sono state mostrate moltisime lungo i secoli.

Nel 1.204, a Costantinopoli si esponeva una Sindone

che fu poi trasportata nella città francese di Besancon, dove bruciò nell'incendio della Cattedrale nel 1.349.

I preti di Besancon ne dipinsero subito una copia, che fu poi ritenuta dal popolo autentica.

Anche questa copia andò distrutta durante la rivoluzione francese.

Moltissime sindoni invasero l'Europa ai tempi delle Crociate.

- GIORGIO BONGIOVANNI E LA SINDONE -

Il "profeta di RA", Giorgio Bongiovanni, ha mostrato questa Immagine centinaia, migliaia di volte,

 anche in relazione ai famosi e misteriosi

 "CERCHI NEL GRANO".

L'Immagine Sindonica si sarebbe infatti manifestata anche nei campi, nascosta dentro disegni enigmatici.

Il Falso Profeta Bongiovanni non ha dubbi, la Sindone mostra il "volto sacro di Gesù'".

"SIAMO STATI NOI COLORO CHE ABBIAMO CREATO NEL WICKHAM GREEN,

NEL BERKSHIRE, IN INGHILTERRA, 

IL VOLTO SACRO DI GESÙ CRISTO: LA SINDONE"

- Giorgio Bongiovanni -

Giorgio Bongiovanni dedicherà moltissimi articoli a questo reperto e ai "segni e prodigi" che lo accompagnano.

Sotto: conferenza del guru Giorgio Bongiovanni sul "ritorno del Cristo":

Segni e Prodigi si susseguono e gli idolatri non hanno dubbi:

"L'ARRIVO IMMINENTE DI GESU' CRISTIFICATO SULLE SUE ASTRONAVI"

Bongiovanni vede infatti IMMAGINI di questo "cristo" ovunque, sui muri, nelle nuvole, nei tronchi d'albero...

- EUGENIO SIRAGUSA E LA SINDONE -

Anche Eugenio Siragusa, il "contattista degli extraterrestri"e Iniziatore di Giorgio Bongiovanni ha sempre

venerato e pubblicizzata questa precisa Icona:

"LEI HA NELLE SUE MANI UN QUADRO CHE MOSTRA DUE

 IMMAGINI DEL SACRO VOLTO DI GESU'.

La riproduzione a colori venne composta magistralmente nel 1935 dal noto artista Aggemian.

La figura in bianco e nero presenta il sacro volto come rimase impresso sulla Sindone circa 2000 anni fa.

Solo un Essere astrale può effettuare tali prodigi in questa dimensione"

- Eugenio Siragusa - 16 ottobre 1988 -

Sotto: Eugenio Siragusa, sedicente "contattato" dagli extraterrestri:

- ALLISON MISTI E LA SINDONE -

Anche la "bioguaritrice" Allison Misti, la "mistica cattolica" che annuncia la meravigliosa

"Nuova Era di Pace", é convintissima:

"LA SACRA SINDONE E' VERA"

- Allison Misti -

Sarebbe stato Dio stesso a confermare alla Misti l'autenticità della Sindone:

"Anni addietro, Dio Padre mi confermò la veridicità delle affermazioni di Maria Valtorta, tra cui appunto

la sua asserzione della autenticità della SINDONE custodita a Torino"

- Allison Misti -

- MIKE PLATO E LA SINDONE -

Anche lo Gnostico Mike Plato pubblicizza la Sindone.

Plato è infatti convintissimo di sapere tutto sul volto di Gesù e con grande sicumera ci dice che aveva

"LUNGHI CAPELLI, CERTAMENTE ROSSI".

Mike Plato dice anche il film di Mel Gibson, realizzato sotto la supervisione dei Gesuiti,

abbia mostrato il "Gesù migliore"... a questa Immagine spetterebbe la "palma d'oro".

Lo Gnostico Plato parlerà poi, non casualmente, di Osiride:

"IL GEROGLIFICO DI OSIRIDE INDICA CHIARAMENTE UN UOMO LUNGICHIOMATO E BARBUTO"

- Mike Plato -

"Gesù il Nazireo, essendo consacrato a Dio sin dal seno materno

DOVEVA NECESSARIAMENTE PORTARE I CAPELLI LUNGHI E BARBA"

- Mike Plato -

Secondo Plato, "Gesù era certamente ARIANO e pallido di carnagione":

"ERA GIUDEO, QUINDI ARIANO"

- Mike Plato -

L'Iilluminato Plato ha dunque "stabilito tutto":

"DUNQUE, STABILITO CHE GESU' DOVEVA AVERE I CAPELLI LUNGHI E

 LA BARBA FOLTA, ENTRAMBE DI COLORE ROSSO E CHE

NELLA SINDONE  POSSIAMO VEDERE IL SUO ASPETTO E'

POSSIBILE RICOSTRUIRE UN'IMMAGINE VERITIERA DEL MESSIA"

- Mike Plato -

Coloro che affermano che Yeshua aveva lunghi capelli poiché aveva fatto voto da Nazireo stanno vergognosamente

mentendo poiché la Bibbia ci dice chiaramente che Gesù Cristo bevve VINO, bevanda totalmente vietata nel voto di Nazireo.

Tra gli ebrei i lunghi capelli erano un segno di disobbedienza.

 I RIBELLI PORTAVANO CAPELLI LUNGHI.

"Non è forse la natura stessa a insegnarci che è

indecoroso per l'uomo LASCIARSI CRESCERE I CAPELLI

mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere?"

- (1 Cor 11,14) -

E' certamente poco credibile che Paolo abbia potuto scrivere queste cose se lo stesso Gesù Cristo portava lunghi capelli.

Della fisionomia del Nazareno, infatti, non parlano i Vangeli, né le poche informazioni che arrivano dalle

Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio o dagli Annali di Tacito, storici vissuti nel primo secolo.

I discepoli avevano pelle scura, certamente segnata dalla fatica del duro lavoro e dal sole, capelli corti e barba ordinata.

Siamo davvero lontanissimi dall'Immagine stereotipata del "Gesù" del cattolicesimo-romano.

Un team di scienziati e paleontologici, analizzando alcuni crani palestinesi del I° secolo dopo Cristo e

immagini di affreschi siriani del VI°, realizzò un prototipo grafico.

Nonostante questa analisi non volesse offrire "IL VOLTO DI GESU'" ma indicare

un possibile volto di uomo vissuto in quel periodo e in quel luogo, lo studio venne ferocemente attaccato

perché presentava un volto troppo lontano dagli standard di "bellezza hollywoodiana",

 lo studio venne ritenuto persino "offensivo" da molti.

Sotto: video esoterico HELIOFANT:

Lo Gnostico Mike Plato associa poi questa Immagine al cosiddetto "Cristo" o "Corpo di luce".

"QUESTA RELIQUIA E' L'UNICA SPERANZA PER LEI E PER ME

 CHE SI POSSA UN GIORNO LIBERARCI DAL DOMINIO

TERRIFICANTE DEI DEMONI ASTRALI. SENZA QUELLA PROVA, SENZA IL CORPO DI LUCE

SAREMO SCHIAVI PER L'ETERNITA'"

- Mike Plato -

Queste persone non sono Cristiane, sono Gnostici Giovanniti.

"LA TEORIA CHE PORTO AVANTI E' L'IDENTIFICAZIONE PIENA DI GESU' CON

GIOVANNI IL BATTISTA"

- Mike Plato in confeenza -

Lo stesso Plato scriverà poi nelle sue elucubrazioni gnostiche che il Bafometto e il Caprone sono un

 "SIMBOLO DEL MESSIA E DEI FIGLI DI DIO"

Sotto: gnostico Mike Plato:

Il "Cristo" descritto da Mike Plato non ha nulla a che fare con il Messia, il Buon Pastore, è invece il "Cristo Gnostico",

 il Rebis Androgino, il Caprone Templare.

“IL SIMBOLO DI BAPHOMET E' STATO USATO DAI CAVALIERI TEMPLARI

PER RAPPRESENTARE SATANA, LA CAPRA DI MENDES"

- il satanista Anton Lavey -

«IL PENTALFA INDICA LA PRESENZA DI SATANA E DELLA LUCE CHE EGLI IRRADIA

SULLA MASSONERIA"

- massone Alphonse Louis Constant - «Rituale dell' Alta Magia» -

- LE "APPARIZIONI" DI GIMIGLIANO E

L'IMMAGINE DELLA SINDONE NEL SOLE -

L'Immagine della Sindone è pubblicizzata anche in molte "apparizioni" della "regina dei cieli".

"PREGATE PER IL PAPA E PER IL CLERO, NON VOGLIO MAI RESTARE

 SOLA IN QUESTO TRATTO DI ROCCIA"

La mattina del 4 febbraio 1988 una "veggente" di Gimigliano obbedisce alla "madonna" che le ha ordinato

di scattare una foto su un

"PALPITANTE PUNTO LUMINOSO, SIMILE AL SOLE"

La "vergine" capricciosa ed isterica sembra quasi ossessionata e voler convincere a tutti i costi i suoi ascoltatori:

"E' DI MIO FIGLIO IL VOLTO CHE VEDETE,

DOVETE TENERLO NELLE VOSTRE CAMERETTE, NELLE CASE"

"TENETELO NEI POSTI DOVE TUTTI LO POSSANO VEDERE"

"NON ABBIATE DUBBI SU QUESTA IMMAGINE!

Poi non avrete dubbi: Lui si farà vedere, per darvi coraggio e tanta fede.

QUESTO E' IL VERO VOLTO DI MIO FIGLIO GESU' E

NESSUNO DEVE AVERE DUBBI"

- (messaggio del 29 giugno 1989 -

"NON DUBITATE, NESSUNO DEVE AVERE DUBBI"

Anche "il cristo" sarebbe apparso alla "mistica veggente" per confermarle che:

"mi chiedi e già mi hai chiesto se la Sindone sia il vero lenzuolo che ha avvolto il mio corpo.

Sì, figlia! anche la mia e tua madre ha confermato il vero lenzuolo. Ci sono dei falsi; ma

quello che si trova a Torino è il mio lenzuolo"

- messaggi delle apparizioni di Gimigliano - 1 giugno 1989 -

"la sindone di Torino è il lenzuolo che ha avvolto il Mio sudore, il Mio sangue e gli spasimi miei più atroci.

Mai la scienza potrà spiegare il fenomeno della sindone"

- messaggi delle apparizioni di Gimigliano -

 Questi sono Feticci e Idoli, invito tutti gli idolatri a liberarsi immediatamente da queste cose oscene.

- I MESSAGGI DI MARIA DELLA "DIVINE MERCY" E LA SINDONE -

La Sindone é ampiamente pubblicizzata anche nei bugiardissimi "messaggi di Maria della Divine Mercy".

- DANIELE DI LUCIANO, "LO SAI" E LA SINDONE -

Anche Daniele Di Luciano i suoi ragazzi di "Lo Sai" non hanno dubbi,

"LA SINDONE E' VERA"

- Daniele Di Luciano -

- LA SINDONE DI MEL GIBSON -

MEL GIBSON è un attore-regista profondamente devoto al Papa, all'Eucarestia e alla "Regina dei Cieli".

"NON ESISTE SALVEZZA FUORI DALLA CHIESA CATTOLICA"

- Mel Gibson, The Herald Sun -

Cattolico devotissimo, ultraconservatore e profondamente razzista.

THE PASSION è un'opera di condizionamento e propaganda creata dallo studio

ICON.

Il film di Mel Gibson è stato creato per lavare il cervello alle persone ed imporre, ancora una volta, l'

ICONA del PAPATO,

 L'IMMAGINE DEL FALSO CRISTO DEL CATTOLICESIMO-ROMANO.

Il film sottolinea UN DETTAGLIO PROFONDAMENTE CURIOSO E SIGNIFICATIVO:

Per quasi TUTTA LA DURATA del film

L'IMMAGINE ANIMATA DEL PROFETA

 mostrato sullo schermo ci guarda con un

OCCHIO SINISTRO. IL SUO OCCHIO DESTRO E' COMPLETAMENTE CIECO.


- IL FALSO PROFETA COL ROSARIO -

Il "bellissimo messia" di THE PASSION era certo molto diverso dal Figlio di Dio,

questo improbabile "agnello", invece di PREGARE IL PADRE,

RECITAVA IL ROSARIO, UNA PRATICA PAGANA da sempre utilizzata nell'EVOCAZIONE SPIRITICA.

"In famiglia partecipiamo insieme ai sacramenti.

Mentre accompagno i figli a scuola recito con loro IL ROSARIO"

- Jim Caviezel -


"Durante le riprese non so quanti ROSARI recitai"

- Jim Caviezel

Jim Caviezel forse non ha mai aperto una Bibbia perché questa non è fede in DIO, è PURO PAGANESIMO.

"SONO STATO MALE DURANTE TUTTE LE RUIPRESE, E'

DAVVERO DIFFICILE DA SPIEGARE, IO RECITAVO IL RUOLO DEL CRISTO MA

DENTRO DI ME DI ME MI SENTIVO

SATANA"

- Jim Caviezel -

Nell'ultima scena, nel momento della resurrezione possiamo invece vedere

L'OCCHIO DESTRO APERTO.

- SAI BABA E LA SINDONE -

L'IMMAGINE della SINDONE venne pubblicizzata anche dal guru-truffatore SAI BABA.

Questa sarebbe l'"IMMAGINE del CRISTO RESUSCITATO",

materializzata magicamente nelle mani del guru truffatore:

- 2015 -

Nei giorni della pasqua 2015, le televisioni hanno dedicato uno SPAZIO IMMENSO all'Immagine della Sindone,

centinaia di trasmissioni9 pubblicizzato questo lenzuolo ed i suoi "misteri",

praticamente nessuno ha invece parlato del Vangelo, della Parola di Dio.

Questo è certamente significativo se si considera che nei Vangeli

L'ASPETTO FISICO DEL SALVATORE E' COMPLETAMENTE IGNORATO.

- BRUNO VESPA - PORTA A PORTA -

- ROBERTO GIACOBBO - VOYAGER -

Curiosamente, tutti coloro che difendono i Cavalieri Templari esaltano anche questo lenzuolo.


- LA SINDONE TRA I DIOSCURI -

La Sindone è stata a lunga "esposta alla venerazione dei fedeli" a Torino, su un muraglione che presentava un

estradosso esagonale, tra le Due Statue di Castore e Polluce.

I "fedeli"andavano a toccare la Sindone per la presunta "forza taumaturgica",

si credeva che toccarla procurasse guarigioni o alleviasse ogni tipo di problemi.

Abbattuta la muraglia, rimane oggi una catena tra le cancellate del Palazzo.

Oggi, tra i due Dioscuri, quando il cancello è chiuso, è posizionata la Medusa.

L'antica divintà pagana Sabazio era spesso rappresentata tra i due Dioscuri.

Sotto: immaginetta cattolico-romana del "cristo" e immaginetta di SABAZIVS tra Caute e Cautopates:

Il "dio sole", il Sabazio era posizionato tra Castore e Polluce proprio come

il "dio sole" Mithra era posizionato tra Caute e Cautopates.

- LA TESTA DEI TEMPLARI -

Molti studiosi e ricercatori hanno parlato di incongruenze di dimensione tra il corpo e la testa,

che sembra quasi "sospesa" sopra il busto,

suggerendo che la testa che si vede nell'Immagine possa essere quella di un uomo decapitato.

"che cosa vi sta suggerendo l'apostolo?

che GIOVANNI e GESU' erano la STESSA PERSONA"

- Mike Plato -

"a distanza di duemila anni io oggi voglio dirvi la verità che vi hanno tenuto nascosta...

Il VERO Gesù è GIOVANNI IL BATTISTA, sono una stessa figura, Gesù rappresenta IL SOLE"

- De Angelis -

I Giovanniti negavano il Messia Yeshua e si considervano custodi di un "sapere" nascosto e "superiore".

I Templari furono a lungo associati all'adorazione di un idolo barbuto. Questa testa era posta in primo piano

rispetto ad un velo e chiamata "il dio velato".

Secondo James Foster, primate della Chiesa Giovannita, l'idolo era la testa decapitata di Giovanni

Nella dottrina Gnostica si celebra infatti Giovanni Battista come il "vero Messia" e Iniziatore.

Sotto: LOGO ufficiale dell'OSTENSIONE della SINDONE 2015:

Dietro tutti questi simboli si nasconde un Culto Solare Misterico molto più antico.

In Egitto era infatti adorata una testa con lunghi capelli, la testa dell'Osiride.

"a distanza di duemila anni io oggi voglio dirvi la verità he vi hanno tenuto nascosta.

Il VERO Gesù è GIOVANNI IL BATTISTA, sono una stessa figura, Gesù

RAPPRESENTA IL SOLE"

- De Angelis -

I Templari erano infatti i custodi dei Misteri Iniziatici e della "Tradizione di Heliopoli".

Essi stessi, nei loro riti segreti, si professano come veri seguaci di Manu o Manete, ed in tal senso si considerano Manichei.

Manete è una figura simbolica potentissima; essa rappresenta infatti il Grande Iniziatore.

- OGGETTO DI CULTO - SINDONE E PAPATO -

Sotto: Karol Wojtyla inginocchiato davanti alla SINDONE:

Questa reliquia è infatti stata conservata, protetta e mostrata al culto dei fedeli dall'istituzione Papale.

La Sindone ha attirato pellegrini da ogni parte del mondo.

La Chiesa cattolica romana si è espressa ufficialmente sulla questione dell'autenticità, contraddicendosi clamorosamente.

Il primo giudizio era infatti TOTALMENTE NEGATIVO.

Il vescovo di Troyes inviò un memoriale al "papa", dichiarando che il telo era stato

"artificiosamente dipinto in modo ingegnoso" e

che fu provato anche dall'artefice che lo aveva dipinto che esso era fatto per opera umana, non "miracolosamente prodotto".

Nel 1390 Clemente VII emanò di conseguenza quattro bolle, con le quali permetteva l'ostensione ma ordinava di

"dire ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta

raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una

pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario".

Questa valutazione è poi stato RIBALTATA in senso positivo.

Nel 1506 Giulio II autorizzò il culto pubblico della Sindone con messa e ufficio proprio.

Attualmente il Papato non si esprime ufficialmente sulla questione dell'autenticità ma ne autorizza il culto.

"il significato dell'ostensione E' RELIGIOSO, il lenzuolo che reca in maniera impressionante

i segni della Passione di Gesù, diventa occasione di preghiera e di conversione,

nella dimensione religiosa del pellegrinaggio"

- cardinale Giovanni Saldarini -

Questo Feticcio è stato spesso indicato come un "MEZZO PER CONOSCERE DIO" ma dalla

Parola di Dio sappiamo che:

"Da QUESTO sappiamo che l'abbiamo conosciuto:

se osserviamo i suoi comandamenti.

Chi dice: «Io l'ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti,

è bugiardo e la verità non è in lui;

ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente completo.

Da questo conosciamo che siamo in lui"

- (1Giovanni 2:3-5) -

Paolo VI, in occasione della prima ostensione televisiva nel 1973 ha detto:

"Guardando a questa IMMAGINE sò che crescerà in noi tutti, credenti e profani,

il fascino misterioso di lui e risuonerà nei nostri cuori il monito evangelico della sua voce,

 la quale ci invita a cercarlo poi là,

 dove egli ancora si nasconde e si lascia scoprire, amare e servire in umana figura"

Bisogna dunque, secondo Paolo VI,

"GUARDARE A QUELL'IMMAGINE"

Nel 1506, il "papato" approvò il culto pubblico della Sindone.

Diversi pontefici moderni, da Pio XI a Giovanni Paolo II, hanno pubblicamente

espresso il loro personale convincimento a favore dell'autenticità della Sindone.

Sotto: Karol Wojtyla bacia la SINDONE:

- LA SINDONE NEL DUOMO -

La Sindone di Torino è conservata oggi nel Duomo di Torino o Cattedrale di San Giovanni Battista.

- STORIA -

Quasi tutti gli storici concordano nel dire che il reperto appare per la prima volta

 sullo scenario europeo (in Francia, a Lirey) tra il

1350 ed il 1390. La prima testimonianza storica risale al 1353.

La Sindone sarebbe stata portata in Europa durante le Crociate.

Il 20 giugno, il Cavaliere Goffredo (Geoffroy) di Charny,

fa costruire una chiesa nella cittadina di Lirey e dona alla collegiata il lenzuolo senza spiegare come ne sia venuto in possesso.

Il possesso della Sindone da parte di Goffredo è comprovato anche da un Medaglione Votivo

conservato al Museo Cluny di Parigi.

Su di esso sono raffigurati la Sindone (nella tradizionale posizione orizzontale con l'immagine frontale a sinistra),

le armi degli Charny e quelle dei Vergy, il casato di sua moglie Giovanna.

- IL TELO PASSA A MARGHERITA -

Alcuni anni dopo scoppia una disputa per il possesso della Sindone:

 il conte Umberto de la Roche, marito di Margherita di Charny,

figlia di Goffredo II, verso il 1415 prende in consegna il lenzuolo per metterlo al sicuro in occasione

della guerra tra la Borgogna e la Francia. Margherita si rifiuta poi di restituirlo alla collegiata di Lirey e ne reclama la proprietà.

Margherita inizia ad organizzare una serie di ostensioni nei viaggi in Europa. A pagamento.

Nel 1449 a Chimay, in Belgio , dopo una di queste ostensioni,

il vescovo locale ordina un'inchiesta, a seguito della quale Margherita deve mostrare le bolle papali in cui il telo viene definito

"UNA RAFFIGURAZIONE".

Moltissime fonti storiche dimostrano che fin da allora le autorità ecclesiastiche, ed anche il Papa Clemente VII,

considerasero la Sindone come una mera rappresentazione.

Appare però subito evidente che la Sindone rappresenti un ghiottissimo boccone, un grandissimo affare economico.

- IL TELO PASSA AI SAVOIA -

Margherita è espulsa dalla città e, nel 1453, vende la Sindone ai duchi di Savoia.

Secondo l'autore Arturo Arduino Margherita era a conoscenza che la Sindone

"non rappresentava affatto le fattezze di Gesù".

I Savoia conservano la Sindone nella loro capitale, Chambéry e nel 1502 le fanno costruire una cappella apposita.

- PRIMO INCENDIO -

Nel 1506 "Papa" Giulio II autorizzazione al culto pubblico della Sindone.

- L'INCENDIO DEL 1532 -

La notte tra il 3 e il 4 dicembre 1532, la cappella in cui la Sindone è custodita va a fuoco,

il lenzuolo rischia di essere distrutto: un consigliere del duca, due frati del vicino convento e alcuni fabbri forzano i cancelli e

si precipitano all'interno, riuscendo a portare in salvo il reliquiario d'argento che era già avvolto dalle fiamme.

Alcune gocce d'argento fuso sono cadute sul lenzuolo bruciandolo in più punti.

A ripararlo furono le suore clarisse di Chambery che apposero numerose toppe sui fori delle bruciature.

Nel 1535 il Ducato di Savoia entra in guerra: il duca Carlo III deve lasciare Chambéry e porta con sé la SINDONE.

Negli anni successivi il lenzuolo soggiorna a Torino, Vercelli e Nizza; soltanto nel 1560 Emanuele Filiberto, successore di Carlo III,

può riportare la Sindone a Chambéry, dove rimane per i successivi diciotto anni.

- LA SINDONE A TORINO -

Dopo aver trasferito la capitale del ducato da Chambéry a TORINO nel 1562,

nel 1578, il duca Emanuele Filiberto (di Savoia) decide di portarvi anche la SINDONE.

Nel 1694, la SINDONE è collocata nella nuova 'Cappella della Sacra Sindone',,

appositamente costruita, edificata tra il Duomo e il Palazzo reale dall'architetto Guarino Guarini:

questa è tuttora la sua sede.

Nel 1706 TORINO è ASSEDIATA DAI FRANCESI.

La Sindone viene portata per breve tempo a Genova;

dopo questo episodio non si muoverà più per oltre duecento anni, rimanendo a Torino

anche durante il periodo dell'invasione Napoleonica.

Solo nel 1939, nell'imminenza della Seconda guerra mondiale,

viene nascosta nel 'santuario di Montevergine' in Campania , dove rimane fino al 1946.

Questo è a tutt'oggi il suo ultimo viaggio.

I Savoia possedettero la SINDONE fino al 1983, fino a quando cioè Umberto II la lasciò in eredità alla "santa sede".

Umberto II di Savoia, morendo nel 1982, lasciò la Sindone in eredità al Vaticano ma a

condizione che NON VENISSE SPOSTATA DA TORINO.

Giovanni Paolo II stabilisce che essa rimanga a Torino e nomina l'arcivescovo della città suo custode.

Nel 1993 la Sindone è traslocata temporaneamente per l'inizio dei lavori di restauro, nel coro del Duomo.

- IL SECONDO INCENDIO - 1997 -

Un nuovo incendio scoppia l'11 aprile del 1997, la sindone venne protetta e messa al sicuro.

- LE FOTOGRAFIE ALL'IMMAGINE -

Nel 1898, all'avvocato Secondo Pia fu permesso di fotografare, per la prima volta, la Sindone.

In tale occasione si scoprì che l'Immagine impressa sul lenzuolo presentava tutte le caratteristiche di una

Fotografia, di un Negativo Fotografico.

Nel 1931 viene eseguita una nuova serie di fotografie, affidata a Giuseppe Enrie.

Per evitare ulteriori polemiche, tutte le operazioni vengono svolte in presenza di testimoni e certificate da un notaio.

Le fotografie di Enrie confermano la scoperta del Pia.

Nel 1973 vengono effettuati i primi studi scientifici diretti, ad opera di una commissione nominata dal cardinale Pellegrino.

Una campagna di studi più approfondita si svolge nel 1978, quando la Sindone viene messa per cinque giorni a

disposizione di due gruppi di studiosi, uno statunitense (lo STURP ) e uno italiano.

- DATAZIONE AL RADIOCARBONIO -

Nel 1988, dopo tante discussioni, viene finalmente eseguito

L'ESAME DEL CARBONIO 14.

L'esame viene eseguito contemporaneamente e indipendentemente dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo.

I risultati concordano perfettamente e datano la Sindone in un intervallo di tempo compreso

tra il 1260 e il 1390.

Questo periodo corrisponde pienamente all'inizio della storia documentata della Sindone.

L'esame è stato condotto su frammenti del telo affidati a più laboratori che hanno lavorato autonomamente.

Questi risultati vennero ignorati e rifiutati dalla maggioranza dei fedeli.

- LE OSTENSIONI -

Le ostensioni della Sindone cominciarono nel 1578 a Torino.

Nuove ostensioni pubbliche si sono tenute nel 1931, nel 1933, nel '73 e nel '78.

Nuove ostensioni ci sono state nel 1978, 1998, 2000, 2010 e 2013

(ostensione accompagnata da un videomessaggio di Papa Francesco).

Una nuova Ostensione inizia dal 19 aprile 2015 e si conclude il 24 Giugno, nella festa dell'immancabile Giovanni Battista.

La Sindone resta visibile per 67 giorni, un periodo più lungo rispetto alle precedenti esposizioni del Telo.

- 19 APRILE 2015 -

- SINDONE E ARCHEOLOGIA -

Da un punto di vista strettamente archeologico le sindoni giudaiche del I secolo conosciute

sono completamente diverse da quella di Torino per tessuto, tessitura, torcitura del filo e disposizione intorno al corpo.

Una sindone ritrovata ad Akeldamà (analizzata al carbonio 14, e datata 50 a.C./70 d.C.)

mostra molte differenze rispetto a quella di Torino:

le braccia sono distese ai lati; collo, polsi e caviglie fermati con appositi bendaggi.

Il tessuto era di lana, la struttura 1:1 (la sindone di Torino è a spina di pesce 3:1),

la trama è a S (quella di Torino è a Z).

Si può, quindi, facilmente intuire il perché l'unica vera sindone funebre giudaica del tempo di Gesù scoperta a

Gerusalemme non sia mai stata citata dai sindonologi: i due teli non hanno nulla, ma proprio nulla in comune.

Altre sindoni risalenti allo stesso periodo confermano la presenza di trame più semplici di quella di Torino,

la pluralità di bendaggi e la filatura a S, ponendo seri dubbi sull'appartenenza della Sindone di Torino

alla produzione sindonica dell'epoca di area ebraica.

Finora (2015) tra i reperti pervenutici non è stato rinvenuto un solo esemplare di tessuto del I secolo d.C.

completamente compatibile con la Sindone, vale a dire un lenzuolo di lino intessuto a 'spina di pesce'

con un rapporto ordito-trama di 3:1

Invece se ne conosce uno di epoca medievale intessuto con intreccio identico a quello sindonico, è

 custodito al Victoria and Albert Museum di Londra e risale al XIV secolo.

Sono anche stati ritrovati nell'area mediorientale alcuni sudari, o parti deteriorate di questi, risalenti all'incirca

al periodo in cui dovrebbe essere vissuto Gesù, sia di lino che di lana,

con rapporti di ordito-trama di 1:1 o 2:2, tutti però caratterizzati da una filatura a "S" e

dalla presenza di differenti teli e di corde

(un metodo di fasciatura del tutto coerente con quanto é descritto nel vangelo di Giovanni ).

Shimon Gibson, archeologo israeliano scopritore della sindone di Akeldamà,

ha rinvenuto nel sepolcro una sindone per ricoprire il corpo e un panno separato, una sorta di "fazzoletto",

per ricoprire solo il volto.

Per la difformità rispetto a questo rinvenimento, in aggiunta alla fiducia sul risultato della datazione al C14,

Gibson ritiene che la Sindone di Torino NON SIA AUTENTICA:

"una sindone composta da un solo telo non pare rientrasse nella pratica comune all'epoca di Gesù".

- ALCUNE TESI, IPOTESI, OPINIONI -

- UNA SCHEDA DI MARCO PIZZUTO -

Le caratteristiche antropometriche.

Mediante analisi antropometrica computerizzata è stata verificata la compatibilità

anatomica dell'immagine frontale con quella dorsale.

Secondo le misurazioni antiche, la statura dell'uomo che si desume dalla sindone sarebbe di 183 cm.

Gli accertamenti moderni tuttavia hanno dato risultati differenti:

la maggior parte degli studiosi calcola la statura dell'uomo della sindone tra i 175 e i 185 cm.

Altri, come Giulio Ricci, hanno proposto una misura di soli 163 cm, che sarebbe più vicina alla

statura media degli abitanti della Palestina del I secolo.

Esame dei pollini

Secondo il criminologo svizzero Max Frei Sulzer, sul tessuto della Sindone sono presenti

pollini di diverse specie vegetali specifiche della Palestina e dell'Asia Minore.

Il lavoro di Frei è stato criticato pesantemente

da alcuni ricercatori indipendenti che hanno avanzato sospetti di manipolazione dei campioni.

Esame delle polveri

Il pulviscolo trovato sul lenzuolo ha una composizione chimica simile a quella della polvere

utilizzata per i teli funerari egiziani, il che suggerisce l'uso di natron, un composto usato per l'inumazione dei cadaveri.

LA POSTURA

Un'altra caratteristica della sindone che possiamo facilmente constatare

riguarda la postura del corpo impressa su si essa.

L'impronta dorsale completa infatti è ottenibile solo qualora la salma sia stata posta su una superficie morbida.

Le piante dei piedi ad esempio sono in grado di lasciare una traccia solamente se questi ultimi sprofondano

all'interno di un cuscino o di un altro materiale dalle caratteristiche simili.

Se con una simulazione solleviamo le spalle di circa 15 cm rispetto al tronco

ci accorgiamo che le mani scivolano proprio nella stessa posizione impressa sulla Sindone,

ciò a patto che anche la parte superiore delle braccia venga sorretta da supporti morbidi.

Inoltre, se il capo dell'uomo della sindone fosse stato poggiato su una superficie rigida e

piatta i suoi capelli sarebbero ovviamente scesi verso il basso,

mentre in questo caso li vediamo incorniciare il viso proprio come se fosse adagiato su di un cuscino.

Pertanto, nel caso della sindone di Torino la sola conclusione logica possibile indica

che l'immagine che appare su di essa sia stata prodotta da un corpo che era stato coricato su una superficie soffice.

Al di là di tutti i dati riportati, che permettono solo delle conclusioni di tipo probabilistico,

resta il problema di fondo, posto dalla meccanica stessa che avrebbe portato alla formazione dell'immagine sul telo.

Anche ipotizzando che sia un falso medioevale, infatti, nessuno è mai riuscito a spiegare

come quell'immagine sarebbe stata impressa sul supporto di lino.

L'immagine si presenta come se fosse un NEGATIVO FOTOGRAFICO,

ed è necessario invertirla a sua volta, al negativo, per vedere le normali fattezze del corpo:

Tuttavia, se si osserva alla luce infrarossa (8-14 micrometri),

essa appare come un positivo fotografico, con particolari anatomici non del tutto corrispondenti.

L'immagine rivela alcune proprietà tridimensionali,

in quanto i chiaroscuri corrispondono alla distanza effettiva fra un lenzuolo e

le varie parti di un eventuale cadavere avvolto in esso.

Questa caratteristica di tridimensionalità suggerisce che il meccanismo di formazione

dell'immagine abbia agito a distanza, e si sia attenuato in conformità delle leggi fisiche

relative al tipo di energia irradiata.

La riproduzione è superficiale da due diversi punti di vista:

Un filo sindonico è composto di 80-120 fibrille di lino e se prendiamo in esame un singolo filo su cui è impressa l'immagine,

solo pochissime delle fibrille più esterne (10-20 al massimo) risultano essere colorate,

mentre tutte le rimanenti non lo sono.

Considerando una singola fibrilla di immagine, la cellulosa che compone più del 90%

del tessuto di lino non è tinta: risulta colorato solo lo strato più superficiale del telo,

per uno spessore totale di appena 200-300 nanometri.

Il ritratto corporeo frontale è particolarmente superficiale in corrispondenza del volto e delle mani.

All'interno del tessuto di lino infatti non risulta impressa alcuna immagine.

Le macchie di sangue invece sono impregnate nel tessuto, trapassandolo da parte a parte.

L'immagine corporea dorsale è leggermente più profonda, rispetto alla superficie del telo.

La figura non è composta da pigmenti pittorici, come acquarello o tempera,

nè risulta la presenza dei classici collanti utilizzati normalmente per aggregare il colore al supporto tessile.

L'immagine appare invece generata da una reazione chimica,

che ha interessato solo il sottile rivestimento superficiale delle fibrille.

Vi è inoltre, in proposito, un serio problema di tipo prospettico:

l'immagine presenta caratteristiche di tipo tridimensionale (i chioaroscuri),

ma risulta “disegnata” su un piano bidimensionale, come se si trattasse di una

FOTOGRAFIA.

In altre parole, si tratta di un'immagine bidimensionale che contiene al suo interno informazioni tridimensionali.

Se adagiamo un telo di lino bianco su un corpo fisico rivestito di colorante,

per poi distenderlo su un piano orizzontale (“aprirlo”),

non potremo più riconoscere le fattezze del soggetto originario

In quel caso avremmo un'impronta prospetticamente deformata,

se non irriconoscibile del tutto, a causa dell'alterazione delle proporzioni risultante dalla distensione del telo.

Sulla sindone appare invece un'immagine perfettamente proporzionata,

che non può esservi stata impressa dal contatto diretto con il corpo fisico sottostante.

CONCLUSIONE

Tutto questo sembra lasciare aperte due ipotesi soltanto:

o l'immagine riprodotta dalla sindone è frutto di un evento miracoloso,

non spiegabile scientificamente, che trova fondamento solo all'interno del dogma religioso,

oppure si tratta di un falso realizzato attraverso la conoscenza di una qualche tecnica

CHIMICO-FOTOGRAFICA.

- Marco Pizzuti -

- L'IPOTESI FOTOGRAFICA -

L'ipotesi fotografica risponde a moltissime domande e all'analisi al microscopio.

Alcuni ricercatori ritengono che la Sindone possa essere attribuita a Leonardo Da Vinci.

E' stato dunque fatto notare che le date non combaciano con la datazione radiocarbonio:

tuttavia la logica ci dice che la datazione radiocarbonio offre l'età del telo, non la data in cui è stato fatto il possibile falso

(per capirci... io posso tranquillamente lavorare nel 2014 su una tela dell'800...).

Anche la comparsa ufficiale della sindone (1357) non escluderebbe nulla,

sappiamo infatti che la sindone presentata nel 1357 fece storcere il naso a molte persone, prelati compresi.

Vi erano certamente strettissimi legami fra Leonardo, i Savoia e il Papa:

Giuliano de' Medici, per cui Leonardo lavorava, era sposato con Filiberta di Savoia,

ed era anche il fratello di Papa Leone X.

Il Papa avrebbe dunque commissionato il compito, apparentemente impossibile,

di realizzare una copia finalmente credibile delle vecchie sindoni che circolavano un po' ovunque.

Storicamente parlando, Leonardo Da Vinci realizzò per il Papato moltissimi dipinti

diventati poi famosissimi come " Immagini di Cristo".

Queste Immagini oscenee cariche di Simbologia Ermetica

non hanno nulla a che fare con il Vangelo e sembrano invece indirizzare al Rebis Androgino dei Cabalisti.

In queste Immagini si presenta un improbabile "Gesù" androgino o effeminato,

con lunghi capelli rossi, boccoloni.

La sindone presentata nel 1357 creò il dubbio di prelati e laici,

come un'ennesimo tentativo maldestro di far passare per "ICONA SACRA" un banalissimo dipinto.

Oggetti di tal genere ne circolavano moltissimi.

La sindone che oggi è conservata a Torino é invece qualcosa di diverso,

risulta infatti credibile e crea vero stupore perché non si mostra come un banale dipinto.

E' necessario ricordare che (indipendentemente dall'ipotesi "Leonardo")

la FOTOGRAFIA non é altro che una TECNICA, frutto di CONOSCENZE SPECIFICHE.

Le Società Occulte hanno sempre dimostrato di custodire conoscenze negate al pubblico e

non vi sarebbe nulla di strano se qualche Iniziato avesse realizzato questo "prodigio" con tecniche

ancora non conosciute dal grande pubblico.

Nel castello di Fontanello possiamo ritrovare una rudimentale "CAMERA OSCURA".

In questa stanza l'unica luce disponibile arriva da un foro sulla parete dove era posto un prisma che

fungeva da rudimentale LENTE.

Era dunque possibile vedere, riflesse sulla parete opposta, le IMMAGINI CAPOVOLTE di quanto accadeva fuori.

Leonardo, estremamente interessato alle leggi ottiche,

mostrò precisi bozzetti relativi ai principi di funzionamento delle Camere Oscure.

Per imprimere l'immagine proiettata si devono usare delle sostanze fotosensibili come il nitrato d'argento o estratti vegetali.

Queste sostanze erano certamente disponibili anche nel XV secolo.

Si sarebbe dunque potuto impregnare un lenzuolo con queste sostanze (anche per immersione) e

lasciarlo all'esposizione per ore, giorni, settimane...

Prima la parte FRONTALE e poi la parte POSTERIORE.

Attraverso il semplice FORO DI UNA CAMERA OSCURA e un Prisma si

sarebbe dunque potuto ottenere

L'IMPRESSIONE NEGATIVA DELL'IMMAGINE DI UN CADAVERE O DI UNA STATUA.

Molti esperimenti  hanno scientificamente dimostrato questa possibilità.

Questo procedimento non lascia ovviamente nessuna traccia di pigmenti.

- IL VELO DI ISIDE -

Non è tanto importyante chi e come abbia realizzato questo Feticcio quanto il significato esoterico che esso contiene.

Leonardo, come molti altri "grandi artisti" era un Iniziato-Gnostico, interessatissimo all'Esoterismo.

Il ruolo svolto negli ambienti misterici ed esoterici del tempo era semplicemente immenso,

molte delle sue opere lasciano trapelare molto sulle sue "convinzioni religiose".

Negli anni trascorsi a Roma, Leonardo venne a contatto con cenacoli ermetici e nella sua biblioteca personale

figuravano le traduzioni di trattati esoterici del suo conterraneo Marsilio Ficino, come ad esempio il Corpus Hermeticum.

Proprio fra questi vi è riportato forse quello che è il mito massonico per eccellenza:

La Trinità.

La vicenda della Dea egizia Iside, del suo sposo Osiride, e del frutto del loro amore: Horus.

E'storicamente accertato che nel culto della Dea Iside, che i Neoplatonici e in seguito i massoni veneravano,

venivano adottate delle Sindoni, gli stessi iniziati ai Misteri egizi giacevano per un periodo prestabilito,

IN UNO STATO DI MORTE APPARENTE, NUDI E AVVOLTI IN LENZUOLA DI LINO.

(in greco antico "Sindone" vuol dire, infatti, lenzuolo). Gli Esoteristi conservavano infatti quella che era chiamata la

 "Scienza della Risurrezione".

Queste arti occulte ovviamente non hanno nulla a che vedere con la

VERA Resurrezione dai morti e con la Vera Vita eterna che solo il Signore Dio può dare a chi ha creduto.

"Sarà reverito e onorato, e con reverenzia e amore acoltato li sua precetti,

di chi prima fu splezzato, straziato e martorizzato da molte e diverse battiture"

- Leonardo Da Vinci -


- LA SEPOLTURA DEL SALVATORE -

Cosa possiamo sapere dai Vangeli a riguardo della sepoltura di Gesù Cristo?

- MATTEO -

Dal Vangelo di Matteo sappiamo che Giuseppe, preso il corpo di Gesù,

lo avolse in un candido lenzuolo e lo depose in una tomba nuova:

"Giuseppe, prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova"

- Matteo -

Non vengono forniti altri elementi particolari.

Il Vangelo di Marco concorda pienamente nel raccontare che:

"Pilato concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo,

lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia"

- Marco -

Abbiamo dunque qualche altra informazione, Giuseppe d'Arimatea ha comprato un lenzuolo ed è in questo lenzuolo

che avvolge Gesù, calato dalla croce.

E' lecito supporre che questo lenzuolo si sia riempito di grandi macchie di sangue.

E' invece difficilissimo credere che su quel lenzuolo abbia potuto formarsi un'immagine, perfettamente delineata, di un corpo.

Il corpo di Gesù è dunque trasportato in questo lenzuolo e deposto nel sepolcro.

Il Vangelo di Luca conferma pienamente:

"Calò il corpo di Gesù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose nella tomba"

- Luca -

Nessuna contraddizione, tutti gli evangelisti concordano nel dire che Giuseppe d'Arimatea

prese il corpo di Gesù e lo avvolse in un lenzuolo per poi deporlo nella tomba.

Tutto è coerente, anche Giovanni conferma:

"Allora egli (Giuseppe d'Arimatea) andò e prese il corpo di Gesù"

Dal Vangelo di Giovanni abbiamo nuove informazioni, molto interessanti:

"Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una

MISTURA DI MIRRA E DI ALOE DI CIRCA CENTO LIBBRE.

Essi presero allora il corpo di Gesù

E LO AVVOLSERO IN BENDE INSIEME CON OLI AROMATICI,

com'é usanza seppellire per i Giudei"

La Bibbia non può certo mentire e il racconto è molto interessante,

PERFETTAMENTE COERENTE e STORICAMENTE PERTINENTE.

E' proprio in questo modo che i Giudei usavano seppellire i loro cari.

I corpi venivano LAVATI, PULITI e avvolti in bene insieme con oli aromatici.

Quando il Messia andò per resuscitare Lazzaro, la Bibbia ci dice che:

"Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti IN BENDE,

E IL VOLTO COPERTO DA UN SUDARIO"

Gesù disse loro: SCIOGLIETELO e lasciatelo andare "

- (Giovanni 11,43-44) -

Era dunque necessario SCIOGLIERE l'uomo dalle BENDE.

Nessuna sepoltura ebraica di cui ci sia fonte storica e biblica usava seppellire i morti con

un unico lenzuolo ripiegato in due sul cadavere come si vede nella sindone di Torino.

"Già undici anni fa, nello stesso Campo di sangue, era stato rinvenuto un telo funebre

(conosciuto come la Sindone di Akeldamà)

che molti archeologi considerano un'ulteriore prova della non autenticità della Sindone di Torino:

il lenzuolo del corpo è separato, rispetto a un fazzoletto che secondo la pratica dell'epoca

 serviva ad avvolgere il solo viso"

- archeologo Otir Shamir -

Ecco cosa ci viene raccontato in Giovanni, dopo la Resurrezione di Nostro Signore:

"Uscì allora Simon Pietro insieme all altro discepolo, e si recarono al sepolcro.

Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce e di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

Chinatosi, VIDE LE BENDE PER TERRA, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e

VIDE LE BENDE E IL SUDARIO che gli era stato posto sul capo,

non per terra CON LE BENDE ma piegato in un luogo a parte"

La meravigliosa Parola di Dio non potrebbe essere più chiara.

- "OTHONIA" - LE BENDE -

Il dizionario Strong's Greek (e molti altri) ci dicono che la parola usata per "BENDE",

"OTHONIA" significa "strisce di tessuto". OTHONIA è il plurale di Othonion.

- IL SUDARIO - SUDARION -

Il SUDARION era delle dimesioni di un tovagliolo o un asciugamano, serviva per coprire il capo del morto.

IL SUDARIO è citato anche nel racconto di Lazzaro.

Questo è quello CHE DICE IL VANGELO, per tutti coloro che CREDONO.

Nella Bibbia i credenti sono sempre esortati ad adorare Dio in spirito e verità.

La devozione portata nei confronti degli OGGETTI è sempre legata all'idolatria e

viola uno dei comandamenti di Dio.

Sono i pagani, coloro che NON credono che hanno bisogno di "prove".

I credenti non hanno certamente bisogno di prove e sicuramente non hanno bisogno di immagini.

Gli stolti e gli increduli hanno bisogno di queste cose.

La Bibbia insegna che la fede, la vera fede, non può essere fondata su simboli, su segni, su immagini, su simulacri.

Se gli uomini hanno BISOGNO di una SINDONE che aiuti le loro fede,

QUELLA CHE HANNO NON E' AFFATTO FEDE IN DIO.

Nel Nuovo Testamento stà scritto:

"affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco,

risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo: il quale, benché non l'abbiate veduto,

voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate, voi gioite di un'allegrezza ineffabile e gloriosa,

ottenendo il fine della fede: la salvezza della anime"

- (1Pietro 1:7-9) -

"Abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono"

- (2Corinzi 4:18) -

"Noi siamo stati salvati in speranza. Ora, la speranza di quello che si vede, non è speranza"

- (Romani 8:24) -

Paolo scrisse che i veri cristiani ‘camminano per fede, non per visione'.

"BEATI quelli che pur non avendo visto, crederanno"

"Perciò, da ora in poi, noi non conosciamo più alcuno secondo la carne;

e se anche abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così "

- (2Corinzi 5,16) -

Invece di andare dalla visione alla fede, sembra che ora, alla fine dei giorni, in virtù del presente lenzuolo funebre,

si vada proprio all'opposto, dalla fede alla visione.

Questo corrisponde, in effetti, allo spirito dei tempi.

 

 

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